L’esercito degli alunni online non smette di imparare: come iniziare a seguire un corso online?

Sono 35 milioni i “learners” nel mondo: crescono le piattaforme per seguire corsi online, sempre più qualificati. E scendono in campo le grandi università, anche in Italia.

Se incontri il Buddha per strada, uccidilo. Spiegava Sheldon Kopp, in un libro intitolato proprio così, che per diventare adulti realizzati è necessario superare il mito del maestro e smetterla di fare il discepolo. A dargli retta, online ci sarebbe proprio da fare una metaforica carneficina. A fine 2015 risultavano essersi iscritti ad almeno uno degli oltre 40mila corsi online gratuiti qualcosa come 35 milioni di allievi, e questo fa pensare anche ad un certo numero di maestri virtualmente accessibili 24/7, pronti a dare un certificato e complimentarsi con chi ha fatto i compiti e superato l’esame.

Il mondo della formazione permanente gratuita è vasto, attraente, giovane. La data di nascita ufficiale dei Massive Open Online Courses, per tutti Mooc, è il 2012, quando i colossi dell’istruzione statunitense (Harvard e Mit da una parte con la piattaforma edX, Stanford dall’altra con Coursera) hanno dichiarato al New York Times il numero dei propri alunni (370mila edX, un milione e 700mila Coursera). Oggi all’orizzonte si affaccia ben altro: la prima piattaforma cinese è XuetangX, già 5 milioni di learners e una crescita così vertiginosa da contare un milione in più solo nell’ultimo mese. C’è una particolarità da non sottovalutare, però: accede solo chi capisce e sa leggere il mandarino.

DA CHE PARTE COMINCIARE?

Basta andare su uno dei tripadvisor per lezioni online, Coursetalk o Class Central, per avere un’idea dell’offerta: in novembre partiranno 1200 corsi, di cui 127 al debutto; tra le tante proposte c’è anche la possibilità di frequentare quelli col maggior gradimento e che quindi vengono riproposti. Uno di questi è Life of happiness and fulfillment di Rajagopal Raghunathan dell’Università del Texas a Austin, che riesce a coniugare in modo intelligente produttività e felicità, ed è stato valutato da 75mila scolari come uno dei migliori del 2015, mantenendosi al primo posto nella top ten per diverse settimane. Ma il vero fuoriclasse è Learning How to Learn di Barbara Ann Oakley dell’UC San Diego, un milione di matricole solo nel primo anno: registrato con webcam e realizzato con mezzi quasi improvvisati e un costo irrisorio, deve il suo successo a ingredienti di prima qualità: competenza, chiarezza concettuale e metodo, il tutto offerto con leggerezza e ironia.

STIAMO CRESCENDO ANCHE NOI

Eduopen, lanciato lo scorso aprile, è il progetto sostenuto dal Ministero dell’Istruzione e in pochi mesi ha già messo insieme ottimi numeri come 14mila iscritti e 68 insegnamenti offerti da 14 università italiane; altre stanno per aggiungersi con l’idea di fare di Eduopen la piattaforma italiana di riferimento per i Mooc.

Del resto l’impostazione scelta (lezioni partecipative e tutorato) ha portato atassi di completamento anche del 25%, davvero altissimi, vista la difficoltà nota a chiunque di impegnarsi sul serio in qualcosa che non costa niente. Sullo scenario italiano c’è anche Ca’ Foscari Open Knowledge e Federica.eu dell’Università degli Studi di Napoli; La Sapienza e Bocconi si appoggiano invece alla piattaforma Coursera e il Politecnico di Milano propone il suo Pok (Polimi Open Knowledge, 50mila iscritti e 16 corsi) con offerte diversificate per studenti, insegnanti, ricercatori. Su tutto vigila Emma (European Multiple Mooc Aggregator) il progetto triennale di ricerca finanziato dall’Unione Europea.

cMOOCs o xMOOCs? Per alcuni corsi basta un’ora e mezza alla settimana, altri ne richiedono anche otto o dieci tra video, composizione di testi, letture, quiz: prima di avventurarsi, bisogna valutare il tempo a disposizione. Una volta scelto l’argomento, articolato in genere tra le 4 e le 12 settimane, si può cominciare a studiare: materiali testuali, video sottotitolati (8-10 minuti la durata ottimale, ancor meglio se interpuntati da domande), gruppi di discussione, quiz sui temi svolti, pagellino progressivo, esame finale, e spesso anche email che ricordano di completare i compiti entro la data di consegna.

La distinzione fondamentale, a parte le capacità del singolo docente di bucare il video e mantenere viva l’attenzione dei suoi allievi, è tra il modello cognitivo tradizionale degli xMooc, caratterizzati da lezione frontale e quindi focalizzati sul contenuto, e i cMooc, che puntano invece sulla conoscenza ‘generativa’ ed enfatizzano al massimo la connessione, la formazione peer to peer, la partecipazione ai gruppi di discussione e ai numerosi social network collegati.

STUDENTI ALTERNATIVI

Parte da qui, da questa feconda connettività, una conseguenza della rivoluzione digitale destinata a irradiare l’intero sistema educativo: è l’esigenza di estendere l’offerta per accontentare i crescenti gruppi di alunni non tradizionali. Che studiano nel tempo libero come assaggio preuniversitario, per fare carriera o trovare lavoro o cambiarlo senza perdere il posto, per tenersi aggiornati, o anche solo perché studiare mantiene giovani.

È un’utenza trasversale per età, interessi, provenienza geografica come conferma Tommaso Minerva, coordinatore di Eduopen, che con l’80% di iscritti cosiddetti non tradizionali sta indirizzandosi verso una formazione qualificata destinata alla popolazione. Sulla stessa linea, Susanna Sancassani, responsabile di Metodi e Tecnologie Innovative per la Didattica del Politecnico di Milano, immagina l’espansione dei corsi di alfabetizzazione sociale pensati per i cittadini.

Manca ancora un nome per questo gruppo eterogeneo – popolazione, cittadini, in pratica, lifelong learners – destinato a crescere visto che nella società del 2050 ci saranno più ultrasessantacinquenni che bambini in prima elementare, e gli scolari virtuali potrebbero essere più numerosi di quelli tra i banchi di scuola. Un mondo intero fatto di studenti, che bellezza! Con buona pace di Sheldon Kopp e di tutti i Buddha liberi di circolare per strada.

La Stampa, 14/11/2016

Annunci

Informazioni su francescasalvadori

INSEGNANTE DI ITALIANO LINGUA SECONDA FACILITATORE LINGUISTICO
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...