“Il vantaggio di essere bambini bilingue è evidente già a partire dagli 11 mesi”. Lo studio dell’Università di Washington

L’Huffington Post  |  Di Silvia Renda

Non si è mai troppo grandi per imparare, ma a quanto pare non si è mai neanche troppo piccoli, specie quando si tratta dell’apprendimento della lingua. I vantaggi di essere bilingue sono noti per gli adulti e da tempo si conoscono gli effetti positivi anche per i bambini, ma un nuovo studio ha rivelato che i benefici sono evidenti già a partire dagli 11 mesi d’età, proprio quando i bambini sono sul punto di produrre le prime parole.

Lo ha dimostrato una ricerca compiuta dall’Università di Washington che ha confrontato tra loro 16 bambini di 11 mesi, 8 cresciuti in famiglie monolingue inglesi e i restanti 8 in famiglie bilingue inglesi e spagnoli, di diversa estrazione sociale.

“I nostri risultati suggeriscono che, prima ancora di iniziare a parlare, i bambini cresciuti in famiglie bilingue fanno pratica in attività che implicano la funzione esecutiva del cervello”, ha dichiarato la scienziata Naja Ferjan Ramirez, autrice della ricerca.“Questo suggerisce che il bilinguismo favorisca non solo lo sviluppo del linguaggio, ma anche più in generale quello cognitivo”.

Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno utilizzato la Magnetoencefalografia (MEG), che si basa sulla misurazione dei campi magnetici prodotti dall’attività elettromagnetica dell’encefalo, in grado d’individuare la tempistica e la localizzazione delle attività nel cervello.

I bambini analizzati sono stati sistemati su un seggiolone, con indosso un elmetto per lo scanner MEG, ed è stato fatto ascoltare loro una registrazione di 18 minuti, contenente suoni del linguaggio. La differenze più evidente è stata rilevata in due regioni del cervello, associate alla funzione esecutiva, la corteccia prefrontale e orbitofrontale. In queste regioni i bambini bilingue rispondevano maggiormente.

Lo studio, raccontato su Science Daily, ha dunque dimostrato che i bambini provenienti da famiglie bilingue sono più propensi a imparare nuovi suoni della lingua e che “mantengono un’apertura verso i nuovi linguaggi più a lungo dei coetanei”.

I ricercatori tranquillizzano inoltre i genitori più apprensivi, timorosi che un eccesso d’informazioni possa penalizzare i figli nell’apprendimento: i bambini bilingue imparano entrambe le lingue con lo stesso ritmo con il quale quelli monolingue ne imparano una.

“Il cervello di bambini di 11 mesi è ugualmente in grado di apprendere una lingua così come lo è di due”, afferma la dottoressa Ramirez, “I nostri risultati sottolineano che non solo sono capaci, una lingua così come lo è di due”, afferma la dottoressa Ramirez, “I nostri risultati sottolineano che, non  solo sono capaci d’imparare le lingue già da piccoli, ma che la prima infanzia è il momento migliore per iniziare a farlo”.

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INSEGNANTE DI ITALIANO LINGUA SECONDA FACILITATORE LINGUISTICO
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