Anki: come memorizzare con poco sforzo – tratto dal blog Boccaperta


Nella mia carriera di insegnante ho spesso incontrato studenti, soprattutto tra gli adulti, preoccupati di non riuscire più a memorizzare vocabolario, regole o frasi necessarie per saper parlare una lingua. E’ vero, man mano che l’età avanza è sempre più difficile far entrare in testa dati mnemonici, e se a 13-14 anni ci voleva un’ora per imparare una pagina di vocabolario d’inglese, a 30 o 40 ci ritroviamo ad impiegarne due o tre di ore.

Tuttavia non c’è da scoraggiarsi. Infatti ci sono molti modi per aiutare il nostro povero cervello, già sovraccaricato di input e informazioni in quest’era digitale, a registrare quello che ci serve. Per prima cosa, è opportuno specificare che esistono diversi canali d’apprendimento, che variano molto da persona a persona. C’è chi impara copiando e trascrivendo le cose più volte, chi ascoltando qualcosa poi non se lo toglie più dalla testa e chi impara più facilmente un procedimento pratico. In particolare, questi canali vengono suddivisi in apprendimento visivo (se ad esempio vi resta più impresso un disegno o una pagina scritta), apprendimento acustico (chi ricorda più facilmente spiegazioni, discorsi, le parole dette o sentite), apprendimento concreto o cinetico (chi impara senza difficoltà una sequenza di movimenti, o tende a studiare camminando, o facendo qualcosa di concreto) e infine l’apprendimento intellettuale (chi impara soprattutto ragionando, leggendo mentalmente ecc.). Ovviamente nessuno di questi è migliore dell’altro, sono solo diversi e a volte possono anche essere combinati per ottenere il migliore risultato.

Sta invece ad ognuno di noi capire quale sia il nostro canale giusto per poi sfruttarlo al meglio. Se uno studente che predilige il canale cinetico si siede a copiare mille volte una parola, avrà comunque difficoltà a ricordarla, ma se vi associa un movimento la imparerà con grande facilità. Per capire quali sono i nostri canali d’apprendimento principali esistono test specifici, ma spesso basta semplicemente fare attenzione, nell’arco di qualche settimana, a quali informazioni ci restano più impresse, quali cose ricordiamo meglio e come le ricordiamo. Un esempio? Se quando per ricordare un dettaglio visualizziamo la pagina dove l’abbiamo letto, prediligiamo probabilmente il canale visivo, se invece ricordiamo vivamente i discorsi dei nostri amici, o ripensiamo ad una certa conversazione per ricordare un dettaglio che ci serve, stiamo most probably utilizzando un canale uditivo, ecc.

Oltre a fare attenzione a tutto questo, che è certamente di vitale importanza, per l’apprendimento mnemonico ci vengono in aiuto alcuni strumenti informatici che, essendo basati su studi e statistiche cognitive, garantiscono un’ottima performance in breve tempo. Tra questi, segnalo Anki, che uso da tempo sia personalmente che con i miei studenti e che trovo ottimo sia per il supporto online che rende facile condividere il proprio lavoro, che per il fatto che si tratta di un software piccolo, leggero e che volendo si può portare sempre con sé nel proprio smarpthone.

Anki è infatti un software OpenSource e completamente gratuito di flashcards virtuali, un valido strumento per memorizzare qualsiasi tipo di informazione (ne sapranno qualcosa quelli di voi che si sono trovati a studiare migliaia di hanzi o kanji….): date, formule, vocaboli, caratteri, nomi, ecc. Non fatevi spaventare dal sito tutto in inglese, una volta scaricato il software ha anche una versione in italiano! Come funziona? Semplice: scaricate il programma e, una volta installato, potete scegliere se utilizzare un deck (mazzo) condiviso da altri utenti – per alcune materie comuni esistono infatti deck già pronti creati da altri che potrete utilizzare benissimo per i vostri studi – oppure crearne uno personalizzato, dove inserirete tutti i dati che volete memorizzare. Anki vi mostrerà ogni giorno 20 (o un numero scelto da voi) carte, e a seconda della vostra risposta calcolerà se riproporvele presto o dopo alcuni giorni.

Un esempio concreto: se devo imparare che in inglese tavolo si dice table, creerò una flashcard che sul fronte ha la parola “tavolo” o la foto di un tavolo, e sul retro la parola inglese “table”. Una volta al giorno il software mi proporrà la carta con la scritta tavolo (o la foto), e io dovrò ricordare che tavolo in inglese si dice “table”. Se la mia risposta è corretta, il software mi riproporrà la carta dopo 5 giorni, altrimenti me la riproporrà qualche minuto dopo o il giorno successivo, per aiutarne la memorizzazione.

Insomma, in poco tempo e senza troppo sforzi vi renderete conto di ricordare molto più di quanto avreste immaginato possibile,e di voler magari imparare altro! Per cui, qualunque sia la vostra esigenza, vi invito a scaricare e provare Anki sul vostro PC/MacBook, magari iniziando da un deck già disponibile online e successivamente creando le vostre carte personalizzate

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Informazioni su francescasalvadori

INSEGNANTE DI ITALIANO LINGUA SECONDA FACILITATORE LINGUISTICO
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