Vuoi imparare velocemente? Fermati!

Chi l’avrebbe mai detto? Per imparare più velocemente una materia, una disciplina o semplicemente una tecnica, il segreto non è continuare ininterrottamente, ma esattamente l’opposto: sapersi fermare. Ecco quanto suggerisce uno studio condotto da alcuni psicologi dell’Università del New South Wales. A smentire la vecchia credenza che “solo la pratica può renderci perfetti”  sono stati i ricercatori Soren Ashley e Joel Pearson. Questo metodo, secondo  Pearson ha troppi limiti: praticare in modo continuo, infatti, non permette di far eseguire correttamente un meccanismo che viene chiamato plasticità neuronale. Quando si studia, si prova, si pratica un disciplina e ogni nuova informazione acquisita deve essere consolidata a livello cerebrale. Ciò significa che ciò che abbiamo imparato deve passare dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine per poter davvero affermare di aver assimilato un insegnamento che durerà tutta la vita – o si spera sia così. «Se le informazioni e/o i cambiamenti neuronali non sono adeguatamente consolidati, allora l’apprendimento sarà temporaneo», si legge sulla rivista Proceedings of the Royal Society. Tuttavia, questa non è l’unica ricerca a porre l’accento sulle pause e sul riposo seguite al tempo passato a “studiare”. Da anni, infatti, alcuni scienziati suggeriscono che un buon sonno ristoratore può aiutare a memorizzare meglio le informazioni apprese durante la giornata. «Molti studi hanno dimostrato che non si impara se non si dorme bene dopo una giornata di formazione – aggiunge Pearson – Allo stesso modo, il sovrallenamento può ridurre l’apprendimento se non si lascia il tempo necessario per il consolidamento». Via libera quindi allo studio, al voler imparare nuove tecniche o discipline. L’importante però è che ogni tanto si faccia qualche pausa per poter dare al cervello il tempo di “archiviare” i dati che, per così, dire sono stati “inseriti”. Meglio ancora se si aggiunge anche un buon sonno ristoratore: ci aiuterà ancor di più a passare le informazione nell’archivio “memoria a lungo termine”.

(La Stampa 22/8/12)

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INSEGNANTE DI ITALIANO LINGUA SECONDA FACILITATORE LINGUISTICO
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